venerdì 3 maggio 2013

L'ACUSTICA PERFETTA - Daria Bignardi

Una mattina come tante altre, di un giorno come tanti altri, vi svegliate e vostra moglie vi ha lasciato senza alcuna spiegazione, se non un semplice bigliettino di saluti. Passato lo stupore, la prima reazione che si ci aspetta è la rabbia. Rabbia per essere stati abbandonati senza una motivazione apparente, rabbia per dover spiegare da soli ai propri figli cosa sta succedendo, rabbia per avere investito tanto in un rapporto che poi si conclude così. Ed è proprio così che reagisce Arno, il protagonista de l'Acustica Perfetta di Daria Bignardi, quando la moglie Sara lo lascia alla vigila di Natale. Dopo il primo momento di sbandamento Arno, però comincia a farsi delle domande per cercare di conoscere la moglie, che realizza di aver amato senza però sapere mai veramente chi fosse. E da qui parte una sorta di giallo sentimentale, in cui il protagonista raccoglie indizi sul passato di Sara per cercare di capire e comprenderne le motivazioni. E proprio com in un giallo la trama prosegue per colpi di scena, in maniera avvincente e mai noiosa. Quanti di noi possono dire di conoscere veramente la persona che ci sta accanto? Di conoscerne non solo il passato, ma anche i suoi veri desideri e ambizioni? Questo romanzo instilla proprio questo dubbio, ma siamo così sicuri che la nostra compagna/compagno siano veramente felici, che la vita che facciamo insieme è ciò a cui veramente aspirava? Sebbene la storia sia raccontata in maniera ottimale dal punto di vista maschile, è chiara la visione femminile dell'autrice che fa fare al suo protagonista un percorso di educazione sentimentale che lo porterà non solo a comprendere la scelta della moglie, ma a sostenerla. Un bel romanzo, avvincente, profondo e con numerosi spunti di riflessione.

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mercoledì 1 maggio 2013

IL SEGGIO VACANTE - J.K. Rowling

La caratteristica principale della saga di Harry Potter è la capacità della Rowling di creare un mondo assolutamente credibile e coerente. E lo stesso è quello che fa nel suo primo romanzo dopo la serie sul maghetto. Ne Il Seggio Vacante la Rowling ci porta a Pagford, piccola cittadina della provincia inglese. A uno sguardo superficiale sembrerebbe un'idilliaca cittadina dove la vita scorre tranquilla e nulla succede. Ma sotto lo smalto di felicità si nascondono intrighi, rancori e cattiverie che si paleseranno in seguito ad un evento drammatico. Su questo palcoscenico la Rowling fa muovere diversi personaggi, tutti descritti perfettamente ed ognuno con un ruolo ben preciso all'interno della vicenda. L'altro elemnto che mi ha fortemente colpito è la struttura della narrazione. La vicenda si apre con una morte improvvisa e si conclude con una morte altrettanto imprevista e ancora più tragica, in una sorta di catarsi che permetterà a tutti i personaggi di ricomporre le loro vite. In molti hanno storto il naso all'idea di un romanzo della Rowling senza adulti, e in molti hanno temuto che la scrittrice si rivelasse non in grado di scrivere qualcosa di diverso. E invece ci è riuscita benissimo, e il successo di vendite è del tutto meritato. La aspettiamo ora con il prossimo romanzo.

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Titolo originale: The Casual Vacancy

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mercoledì 24 aprile 2013

LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD - Daniel Glattauer

Mi sono imbattuta in diverse recensioni positive di Le ho mai raccontato del vento del Nord, per cui le aspettative con cui mi sono avvicinata all'opera prima di Glattauer erano piuttosto alte. Sono state attese? E' difficile dirlo. La prosa è sicuramente molto bella, strutturata ed elegante. La trama almeno sulla carta è interessante ed intrigante. Un uomo, si ritrova nella casella di posta una mail inviata per errore da una donna, ed inizia così uno rapporto di amicizia che si trasforma poco per volta in qualcosa di più profondo, senza però mai arrivare ad un incontro reale. Un romanzo epistolare simile in tutto e per tutto ai grandi romanzi epistolari dell'800. C'è stato però qualcosa che poco mi ha convinto. Da una parte c'è l'immediatezza della posta elettronica, che rende il tutto molto più veloce dei tradizionali scambi epistolari, al punto che quando uno dei due ritarda di qualche ora nella risposta, subito si scatena l'ansia da abbandono. Dall'altra parte, e questo è probabilmente un mio limite, c'è questo continua necessità di analizzare tutto ciò che viene detto, o meglio scritto, una relazione talmente verbosa da cadere spesso nella noia. La cosa che più colpisce è il fatto che questo libro sia scritto da un uomo, perché riesce a descrivere certi meccanismi mentali ed emozioni che sono tipici della mente femminile, dimostrando una grandissima sensibilità. Un buon libro, insomma, un pò verboso, ma sicuramente con una prosa e un costrutto stilistico interessanti.

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Titolo Originale: Gut gegen Nordwind
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mercoledì 17 aprile 2013

FA BEI SOGNI - Massimo Gramellini

Fa bei sogni di Gramellini è un altro di quei romanzi che già da un po' mi ero ripromessa di leggere e poi, per un motivo o per l'altro, veniva sempre scartato a favore di qualcos'altro. Probabilmente era perché avevo paura di ciò avrebbe potuto risvegliare il racconto autobiografico dell'autore. Perdere un genitore è sempre un dramma, a qualunque età questo avvenga. E' un dramma quando avviene in età avanzata e si sa che è nell'ordine naturale delle cose, è un dramma quando avviene da un po' più giovani e non si è ancora pronti a salutare, ma lo è ancora di più se questo avviene in tenera età e non si hanno ancora gli strumenti emotivi e cognitivi per affrontarlo. E questo è quello che è successo al giornalista torinese, che in questo romanzo ci racconta le sue difficoltà nell'accettare la morte della madre quando lui ha solo 9 anni e come questo abbia segnato tutta la sua adolescenza e parte della sua vita adulta. Mi ha molto colpito il rapporto con suo padre. Un uomo a sua volta distrutto dal dolore, un padre di quella generazione cresciuta nella convinzione che i padri fanno i padri e le madri le madri, e che non riesce quindi a creare un vero rapporto con suo figlio e pur di proteggerlo gli nasconde la verità. Salvo poi nei momenti più importanti dare il suo supporto e il suo consiglio. E' un libro dolce e triste (o salato come le lacrime che tira fuori), ma allo stesso tempo ironico e divertente, come solo la vita può esserlo.

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domenica 14 aprile 2013

NEMESI - Philip Roth

Tra i vaccini obbligatori in Italia, c'è quello contro la poliomelite. Non mi ero mai interessata troppo su che tipo di malattia fosse e cosa comportasse fino a quando non mi sono imbattuta in Nemesi di Roth. Fino agli anni '50 epidemie di questa malattia colpiva i bambini di tutto il mondo portandoli in pochissime ora alla paralisi e nei casi più gravi la morte. Roth ambienta il suo trentesimo ed ultimo romanzo nel corso dell'epidemia che nell'estate 1944 ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti. Le vicende narrate avvengono all'interno della comunità ebraica di Newark e hanno come protagonista il giovane Bucky Cantor. Bucky presenta tutte le caratteristiche di quello destinato a grandi cose. Orfano, educato in maniera dura, ma sana, dal proprio nonno a dare il sempre il meglio di se, molto amato e ben voluto dai suoi giovani studenti. Bucky però si macera nel senso di colpa, a causa della sua forte miopia non si è potuto arruolare, mentre tutti i suoi amici sono in Europa o stanno combattendo contro il Giappone. Il senso di colpa è il compagno di vita costante di Bucky e diventerà per lui insopportabile nel momento in cui i giovani ragazzi del campo estivo in cui lavora cominceranno ad ammalarsi. Bucky a torto o a ragione si ne sentirà colpevole, al punto che, pur ammalandosi lui stesso, rinuncerà a tutto ciò che di bello la vita avrebbe potuto dargli in quanto non meritevole di essere felice.
I temi che Roth tocca sono temi universali: l'indignazione verso Dio di fronte alle tragedie, il senso del dovere che si trasforma in senso di colpa, lo scontro con il destino, Quanto dipende da noi e quanto è già disegnato o deciso da qualche parte. Di fronte a queste domande le reazioni possono essere diverse: una scrollata di spalle, l'impegno a dare sempre il meglio di sè stessi, affrontare ciò che la vita ci pone davanti cercando di viverla e di non subirla, o l'arresa totale di fronte alle tragedie. E questa è la strada che il protagonista di Nemesi sceglie caricandosi sulle proprie spalle colpe non dovute e rinunciando per questo a vivere.

La scrittura di Roth, asciutta e diretta, colpisce forte. E' difficile dire se un suo libro è bello o brutto. I suoi romanzi, e Nemesi non fa eccezione, fanno pensare. Non sempre può essere piacevole, sicuramente è sempre utile.

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venerdì 12 aprile 2013

BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE - Alessandro D'Avenia

Era da un pò che volevo leggere Bianca come il latte, rossa come il sangue, opera prima di Alessandro D'Avenia. Per qualche strano motivo, però, tutte le volte che mi capitava a mano in biblioteca o in libreria o era pronta a scaricarlo sul mio ebook, c'era qualcosa che mi tratteneva, una sorta di istinto che mi portava verso altre pagine. Ho capito ora che avrei dovuto continuare a dar retta a quell'istinto, perchè questo romanzo non mi è piaciuto per niente. E non è una questione di stile o di scrittura, da quel punto di vista, D'Avenia se la cava discretamente bene, e proprio la storia ad essere brutta. Più che brutta, banale, stereotipata e di una faciloneria veramente fastidiosa. Non c'è nulla di sbagliato nel parlare di morte, di adolescenti che devono far fronte al loro diventare adulti, di amore e di amicizia, basta farlo bene e soprattutto in maniera genuina e non stereotipata. Rossa come il sangue, bianca come il latte, invece, trasuda di stereotipi: l'amica da sempre innamorata del protagonista, il giovane professore sognatore (certe scene ricordano proprio l'attimo fuggente), la storia triste strappalacrime. Dopo due pagine era già chiaro come sarebbe andata a finire. Insomma, il mio consiglio, è lasciate perdere.

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sabato 30 marzo 2013

QUELLI DI ANARRES - Ursula Le Guin

Ursula Le Guin immagina un'utopia realizzata, una società basata sull'anarchia, dove Quelli di Anarres vivono nella condivisione e nell'uguaglianza. Come vivrebbe un popolo se avesse la possibilità di realizzare i dettami di un antico mentore il quale secoli prima condusse i loro progenitori su un pianeta dove avrebbero potuto vivere in splendido isolamento? Letteratura cosiddetta d'evasione a parte, uno dei grandi temi della fantascienza è il tentativo di prevedere il futuro, descrivere al lettore come la realtà si potrebbe presentare se particolari eventi si realizzassero. La LeGuin si sforza di dare al mondo di Anarres il giusto grado di verosimiglianza, la coerenza necessaria per dare al lettore la possibilità di credere che una società anarchica, basata su tradizioni storiche, con ritmi scanditi da metodi precisi e regole date a puro scopo indicativo ma senza alcun obbligo di seguirle, possa davvero esistere e prosperare.
La ricerca della felicità attraverso la libertà è da sempre la spinta che muove i popoli, il cambiamento è il combustibile necessario per alimentare la fiamma del desiderio. Per arrivare a lasciare il proprio mondo inteso letteralmente come pianeta con l'intento di  emigrare verso un altro globo, seppure relativamente vicino, come potrebbe essere la nostra Luna, ci vuole una motivazione veramente valida. Costruire una nuova forma di società anarchica può essere un motivo sufficiente. L'entusiasmo generato da un simile atto genera una spinta motivazionale sufficiente a concedere a Quelli di Anarres centinaia d'anni di vita serena e soddisfacente, pur fra le mille difficoltà di una terra arida e inospitale, che non concede nulla e costringe i suoi abitanti a notevoli sacrifici quotidiani.
Ma come in tutte le società fatte di uomini e donne, terminata la spinta dell'entusiasmo, subentrano malumori e insofferenze, il futuro si fa nebuloso, l'incertezza si insinua nelle menti e la paura nei cuori della gente.
Anche in una società anarchica serve una prospettiva, un'idea un sogno. Toccherà a Shevek, uno scienziato geniale, restituire questo sogno, che trascende ogni ordinamento e donerà all'umanità una nuova epoca.

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