E` difficile definire il genere di appartenenza di "Chi è morto alzi la Mano" di Vargas. Limitandosi alla trama, la definizione corretta è quella di Giallo. Un enorme albero di faggio compare misteriosamente in un giardino, una persona scompare e quattro personaggi indagano sugli avvenimenti. Ma l'indagine non è l'elemento caratterizzante dell'opera della Vargas. Al lettore non rimane impresso il percorso che ha portato a risolvere il caso. Ciò che maggiormente colpisce è il modo in cui la Vargas descrive i vari personaggi che si muovono al suo interno. Protagonisti assoluti sono i tre storici (o i tre evangelisti come sono soprannominati) che si trovano ad indagare sul caso, coadiuvati dall'ispettore Vandoosler. La loro assoluta ingenuità, il loro essere completamente immersi, a causa del loro lavoro, nel passato li rende assolutamente improbabili come investigatori. Ma è proprio qui la forza del romanzo.
E` un libro spassoso e godibile, soprattutto grazie ai dialoghi tra i quattro protagonisti e per l'ironia che li muove.
Una volta letto il primo è impossibile non voler leggere le altre avventure degli evangelisti.
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venerdì 14 gennaio 2011
lunedì 10 gennaio 2011
ALMOST BLUE - Carlo Lucarelli
Ammetto di avere un debole per Lucarelli, che ho imparato ad apprezzare grazie alla trasmissione Blu Notte. La sua capacità di raccontare e di incantare attraverso le parole mi ha sempre affascinato e Almost Blue, suo primo romanzo, non delude le aspettative. Protagonisti della vicenda sono Simone, studente cieco con la passione per la musica e le voci, Grazia, giovane detective, e l'Iguana, terribile serial killer che terrorizza le notti bolognesi.
La trama viene narrata dai loro tre punti di vista, nevrotico quello della detective, folle quello del serial killer, basato su suoni e rumori quello di Simone. E il rumore e la musica sono la base portante dell'ambientazione creata da Lucarelli. Le voci che escono dallo scanner di Simone, il suono del disco che cade sul piatto e Almost Blue di Chet Baker, sono gli elementi che più coinvolgono il lettore nella vicenda.
E` una lettura agevole che non stanca il lettore, una trama ben costruita e personaggi che colpiscono e rimangono nel cuore. Una lettura consigliata agli amanti del genere.
Ulteriori informazioni su Carlo Lucarelli
Visita il sito ufficiale di Carlo Lucarelli
Ascolta Almost Blue cantata da Chet Baker:
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La trama viene narrata dai loro tre punti di vista, nevrotico quello della detective, folle quello del serial killer, basato su suoni e rumori quello di Simone. E il rumore e la musica sono la base portante dell'ambientazione creata da Lucarelli. Le voci che escono dallo scanner di Simone, il suono del disco che cade sul piatto e Almost Blue di Chet Baker, sono gli elementi che più coinvolgono il lettore nella vicenda.
E` una lettura agevole che non stanca il lettore, una trama ben costruita e personaggi che colpiscono e rimangono nel cuore. Una lettura consigliata agli amanti del genere.
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giovedì 6 gennaio 2011
CASINO ROYALE - Ian Fleming
Bond, il mio nome è James Bond! Il personaggio inventato da Fleming è entrato ormai nell'immaginario collettivo grazie ai numerosi film tratti dai suoi romanzi. Ma quanto sono simili il Bond cinematografico e quello originario dei romanzi? La lettura di Casino Royale, primo romanzo della serie, lascia decisamente spiazzati. Ne emerge un James Bond molto diverso da quello presentato nei film. Fleming mette in luce un aspetto romantico di Bond che contrasta con l'idea di affascinante sciupafemmine sempre pronto ad un'avventura, ma a non impegnarsi troppo se non nel suo lavoro. Per il resto tutti gli elementi che caratterizzano le avventure di 007 ci sono tutti: la bond girl bella e affascinate, la corse in macchina, i drinks e il lusso. Una lettura consigliata a chi ama lo stile patinato dei primi film.
Ulteriori informazioni su Ian Fleming
Guarda il video dell'intervista a Fleming in cui spiega come è nato James Bond (in lingua originale):
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lunedì 3 gennaio 2011
LA STRADA - Cormac McCarthy
Un padre, un figlio, una strada. Questi sono gli unici personaggi del bellissimo romanzo di Cormac McCarthy, La Strada. L'uomo e il bambino non hanno nome, la strada non è identificabile e il periodo temporale non è indicato. Una terribile catastrofe ha distrutto la terra e la maggior parte della popolazione umana, gli ultimi rimasti lottano per la sopravvivenza distruggendosi l'un l'altro. In questa desolazione si muovono i due protagonisti, uniti dal legame padre e figlio che è più forte di qualunque tragedia e sventura.
Anche la scrittura è scarna, asciutta, in grado di rendere tutta l'angoscia che pervade il padre nel suo proteggere il figlio.
E` un libro in bianco e nero, angosciante, bellissimo, dolorosamente avvincente. Assolutamente da leggere.
Ulteriori informazioni su Cormac Mccarthy
Guarda la video recensione del romanzo:
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Anche la scrittura è scarna, asciutta, in grado di rendere tutta l'angoscia che pervade il padre nel suo proteggere il figlio.
E` un libro in bianco e nero, angosciante, bellissimo, dolorosamente avvincente. Assolutamente da leggere.
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lunedì 6 dicembre 2010
ZIA MAME - Patrick Dennis
Zia Mame è il romanzo più famoso dello scrittore statunitense Patrick Dennis. Pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1955, è stato riproposto in Italia nel 2009 con un notevole successo.
Al centro del romanzo c'è la fugura di Zia Mame, zitella newyorkese stravagante ed eccentrica che si trova a dover accudire il nipote rimasto orfano. Alle vicende dei due fa da sfondo la New York anni venti, scintillante e creativa. Pur avendo momenti fortemente esilaranti, il romanzo però non decolla mai. Gli episodi sono slegati tra di loro, come se fossero tanti racconti e anche lo stratagemma, molto ingegnoso, introdotto per tenerli insieme risulta essere forzato.
Si tratta comunque di un libro divertente e spensierato ed è impossibile non affezionarsi alla figura stravagante di Zia Mame.
Ulteriori informazioni su Patrick Dennis
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Al centro del romanzo c'è la fugura di Zia Mame, zitella newyorkese stravagante ed eccentrica che si trova a dover accudire il nipote rimasto orfano. Alle vicende dei due fa da sfondo la New York anni venti, scintillante e creativa. Pur avendo momenti fortemente esilaranti, il romanzo però non decolla mai. Gli episodi sono slegati tra di loro, come se fossero tanti racconti e anche lo stratagemma, molto ingegnoso, introdotto per tenerli insieme risulta essere forzato.
Si tratta comunque di un libro divertente e spensierato ed è impossibile non affezionarsi alla figura stravagante di Zia Mame.
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domenica 21 novembre 2010
L'AMORE NON GUASTA - Jonathan Coe
L'uomo è destinato ad essere solo. Questo è il messaggio che Jonathan Coe vuole lanciare al lettore con il suo secondo romanzo "L'amore non guasta". Tutti i personaggi che si muovono al suo interno, interagiscono tra di loro, dialogano ma sono sempre irrimediabilmente soli. L'unica speranza sembrerebbe essere un tocco d'amore (il titolo originale è infatti A touch of love). Ma l'amore per essere affrontato richiede coraggio e volontà, la volontà di uscire dal proprio guscio e mettersi in gioco con un'altra persona.
E' una storia irrimediabilmente triste, che non lascia alcuno spazio alla speranza.
Ciò che maggiormente conquista in questo breve romanzo di Coe è la sofisticata architettura narrativa. Il romanzo si sviluppa su due piani: le vicende reali di Robin e i 4 racconti da lui scritti. Racconti che completano e ampliano l'intreccio narrativo, aiutando a delineare meglio la figura psicologica del protagonista.
Pur essendo solo il suo secondo lavoro, la scrittura di Coe è già quella delle sue opere più conosciute. Una scrittura in grado di ricreare atmosfere e personaggi come solo il cinema sa fare e da cui è difficile staccarsi.
Non è probabilmente il libro con cui avvicinarsi a questo scrittore, ma chi già lo conosce ritroverà in esso tutti gli elementi che contraddistinguono la sua poetica.
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E' una storia irrimediabilmente triste, che non lascia alcuno spazio alla speranza.
Ciò che maggiormente conquista in questo breve romanzo di Coe è la sofisticata architettura narrativa. Il romanzo si sviluppa su due piani: le vicende reali di Robin e i 4 racconti da lui scritti. Racconti che completano e ampliano l'intreccio narrativo, aiutando a delineare meglio la figura psicologica del protagonista.
Pur essendo solo il suo secondo lavoro, la scrittura di Coe è già quella delle sue opere più conosciute. Una scrittura in grado di ricreare atmosfere e personaggi come solo il cinema sa fare e da cui è difficile staccarsi.
Non è probabilmente il libro con cui avvicinarsi a questo scrittore, ma chi già lo conosce ritroverà in esso tutti gli elementi che contraddistinguono la sua poetica.
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mercoledì 3 novembre 2010
IL GIOCO DEL TRONO - George R. R. Martin
Il formato della telenovela, si sa, è collaudato e redditizio ma è pure esigente, richiede un notevole dispendio di tempo e attenzione. Il Gioco del Trono, sebbene novela di tipo letterario e non televisivo, non fa eccezione. Tuttavia un autore acclamato come George Martin merita almeno di essere "assaggiato", prima di relegarlo nello scaffale delle inutili macchine da soldi. Ed è proprio in quell'istante che l'incantesimo dello "stregone" americano tesse la sua tela rendendoti una delle sue ormai innumerevoli vittime.
Sì perchè, telenovela o no, Martin possiede, dannazione, il dono della narrazione. E` metodico, preciso, nelle descrizioni, nella scelta dei tempi, nella coerenza degli eventi, incatena il lettore, lo ipnotizza, lo stimola a proseguire, a chiedersi cosa accadrà dopo.
Certo, qualcosa da obiettare c'è. I personaggi a volte tendono a correre ciechi verso il loro destino, un po' troppo tiranneggiati dalla mano del loro creatore. Al quale però non si può negare una certa equanimità nell'utilizzare il suo potere. Se di solito il romanziere tende a imporre agli eventi una direzione che favorisca il protagonista e l'appagamento del lettore, Martin tende invece a "maltrattare" uno e l'altro, conducendo magari a fini misere personaggi ai quali la maggior parte dei lettori si affezionerebbe. Dopotutto nessuno può lamentarsi che manchino i colpi di scena. E nemmeno che tanta severità sia gratuita. Se il corso degli eventi, nel mondo reale, condurrebbe alla dipartita di un personaggio, ebbene anche nella Terra dei Sette Regni vale la stessa regola, niente favoritismi, per nessuno.
E' forse questo aspetto che dona tinte fosche e austere a tutta la narrazione. Non c'è un eroe senza macchia, un vincente temerario, un romantico bonario. Tutti si mettono in gioco, il gioco del trono, appunto, rischiano se stessi, con il proprio ingegno, i propri mezzi, accettando il proprio destino, quale che sarà.
Peccato che, per sapere come andrà a finire, sarà necessario rompere il salvadanaio e comprare un'intera collana di libri. Ma, potete contarci, spenderò anche l'ultima monetina pur di vedere la parola FINE.
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Guarda il trailer della serie televisiva ispirata alla saga (lingua originale):
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Sì perchè, telenovela o no, Martin possiede, dannazione, il dono della narrazione. E` metodico, preciso, nelle descrizioni, nella scelta dei tempi, nella coerenza degli eventi, incatena il lettore, lo ipnotizza, lo stimola a proseguire, a chiedersi cosa accadrà dopo.
Certo, qualcosa da obiettare c'è. I personaggi a volte tendono a correre ciechi verso il loro destino, un po' troppo tiranneggiati dalla mano del loro creatore. Al quale però non si può negare una certa equanimità nell'utilizzare il suo potere. Se di solito il romanziere tende a imporre agli eventi una direzione che favorisca il protagonista e l'appagamento del lettore, Martin tende invece a "maltrattare" uno e l'altro, conducendo magari a fini misere personaggi ai quali la maggior parte dei lettori si affezionerebbe. Dopotutto nessuno può lamentarsi che manchino i colpi di scena. E nemmeno che tanta severità sia gratuita. Se il corso degli eventi, nel mondo reale, condurrebbe alla dipartita di un personaggio, ebbene anche nella Terra dei Sette Regni vale la stessa regola, niente favoritismi, per nessuno.
E' forse questo aspetto che dona tinte fosche e austere a tutta la narrazione. Non c'è un eroe senza macchia, un vincente temerario, un romantico bonario. Tutti si mettono in gioco, il gioco del trono, appunto, rischiano se stessi, con il proprio ingegno, i propri mezzi, accettando il proprio destino, quale che sarà.
Peccato che, per sapere come andrà a finire, sarà necessario rompere il salvadanaio e comprare un'intera collana di libri. Ma, potete contarci, spenderò anche l'ultima monetina pur di vedere la parola FINE.
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