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mercoledì 4 settembre 2013

WAYLANDER - David Gemmell

Colui che sfida la morte per raggiungere un obiettivo, pur essendo cosciente che le probabilità a suo favore sono minime, è un eroe, un romantico. Waylander ne è un chiaro esempio. Eppure fermarsi a questa definizione sarebbe riduttivo. David Gemmell ci offre la rappresentazione di un personaggio più complesso, più travagliato e quindi più intrigante. Gemmell sostiene che ogni uomo porta dentro di sé i semi del bene e del male e a lui spetta decidere quali fare crescere.
Waylander è un malvagio. La storia ci spiega che non lo è sempre stato, lo è diventato, per motivi anche comprensibili ma non è questo che conta. I delitti che ha commesso nel corso della sua esistenza sono ormai innumerevoli e la fama sinistra del quale è circondato gli ha valso la reputazione di assassino infallibile e spietato. Non merita comprensione o simpatia, né lui la cerca. Tuttavia la sua coscienza è rosa dal rimorso, come un vaso che è andato riempiendosi per anni e che a un certo punto trabocca. Waylander non chiede perdono ma un'occasione per espiare le proprie colpe. Può una missione suicida, il cui successo regalerebbe la pace a un intero popolo, dargli la possibilità di ottenere la redenzione? Forse o forse no. Comunque vadano le cose, è in quel momento che il nostro diventa eroe. Non privo di macchie e con molta paura ma fiero, grazie al sacrificio compiuto a beneficio degli altri.
Donare la propria vita per salvare quella dei propri simili è un gesto nobile ed estremo ma se a compierlo è un assassino, resta ancora tale? Bisognerebbe chiederlo a coloro che ne beneficiano. Probabilmente vi risponderebbero che, chiunque egli sia stato, per loro è un eroe.


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lunedì 31 maggio 2010

IL LEONE DI MACEDONIA - David Gemmell

Ed eccomi qui a parlarvi di un libro decisamente bello, per gli amanti del genere si intende, si tratta de “Il Leone di Macedonia”. Il primo di due volumi che compongono il ciclo “Antica Grecia” di David Gemmell. Forse non è la saga che ha portato al successo lo scrittore e probabilmente è meno conosciuta del ciclo dei Drenai, ma una volta iniziato è difficile staccarsi. Tra storia e mito ritroviamo in questo libro le gesta dell’eroe greco Parmenion, che anche le cronache ufficiali hanno un po’ dimenticato, dalla sua nascita ripercorriamo tutte le difficoltà affrontate per diventare un grande guerriero. Un romanzo che intreccia sia l’aspetto storico che quello fantasy in un preciso equilibrio, quasi 600 pagine di vero piacere.
A breve inizierò il secondo volume “Il principe nero”, in cui vedrò coinvolto un altro grande personaggio storico, ma questa sarà un’altra recensione.

Buona lettura

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sabato 17 maggio 2008

LA LEGGENDA DI DRUSS - David Gemmell

Tutti coloro che hanno amato il personaggio di Druss nella Leggenda dei Drenai e hanno sempre desiderato saperne di più sul loro beniamino, qui trovaranno di che placare la propria curiosità.
Gemmell racconta la vita di un personaggio destinato a tracciare un solco indelebile nella storia dell'impero Drenai e a lasciare un ricordo in tutti i popoli incontrati nella sua lunga e avventurosa vita. E ce ne sono di cose da dire, su un uomo che, da semplice taglialegna, si trasforma in eroe per andare alla ricerca della propria moglie, rapita da una banda di schiavisti. Soprattutto perché non si tratta di un semplice susseguirsi di azioni mirabolanti ed esagerate. C'è una crescita, un percorso, che porta Druss a prendere coscienza di sé, delle proprie potenzialità e dei propri limiti. Druss affronta di petto le situazioni, spesso pagando conseguenze, subendo sconfitte. Il suo è un atteggiamento spregiudicato, anche un po' sbruffone, a causa del quale finisce nei guai ma la sua innata forza d'animo, il suo coraggio, la sua inesauribile fiducia nei propri mezzi e nel proprio coraggio lo porteranno lontano, trasformandolo in una vera e propria forza della natura, in grado di travolgere ogni ostacolo e di guadagnarsi la stima di amici e nemici.
Druss piace perché rappresenta la forza, la perseveranza, il coraggio, la rettitudine. Druss ha le idee chiare, sa dove vuole andare, non sa come arrivarci ma lo scoprirà strada facendo, nulla e nessuno possono distoglierlo e se qualcuno ci prova, troverà Snaga, la terribile ascia che non perdona, a spianargli la strada.
Un personaggio estremo ma, proprio per questo, speciale.


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mercoledì 23 aprile 2008

LA LEGGENDA DEI DRENAI - David Gemmell

Ci sono storie che piacciono ma che vengono presto dimenticate. Altre invece restano, ci si scopre a ripensarci sorridendo e si finisce, prima o poi, col rileggerle, con lo stesso entusiasmo della prima volta.
La leggenda dei Drenai è una di quelle storie. Perché ha tutti gli ingredienti per essere considerato un classico della letteratura fantasy. Epico, romantico, violento. La trama è di quelle che ti tengono inchiodato fino all'ultima pagina, in un crescendo di tensione ed emozioni che si risolvono inevitabilmente nelle ultime battute. E non potrebbe essere altrimenti, quando ci si trova alle prese con una delle più grandi invasioni che il regno Drenai si sia mai trovato a fronteggiare, con il possente khan Ulric deciso a condurre il suo sterminato esercito composto dai mille clan Nadir riuniti sotto il suo carismatico governo, verso l'ultimo baluardo rimasto a difendere il decadente impero: l'immensa fortezza di Dros Delnoch.
Sulle sue mura, con l'intento di guidare una disperata resistenza, un gruppo di eroi segnerà la propria epoca e le loro gesta verrano cantate nei tempi a venire in una storia che verrà da tutti ricordata semplicemente come La Leggenda.
Poco importa se lo scrittore si lascia andare a qualche “forzatura” di troppo (che ovviamente non intendo rivelare ma che ciascuno avrà modo di notare), la storia è così avvincente, i personaggi così accattivanti che si è disposti a perdonare qualche peccatuccio, pur di lasciarsi coinvolgere e di farsi trasportare sulle mura di Dros Delnoch a difendere i Drenai contro l'assalto Nadir, spalla a spalla con il personaggio forse più riuscito di Gemmell, quel Druss “Morte che Cammina”, le cui imprese non potranno che appassionarci ancora una volta.


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