Mi sono ritrovata a leggere Amore, Zucchero e cannella, sia perché particolarmente attratta dal titolo, sia perché incuriosita dalla lunga permanenza nella classifica dei libri più venduti. E onestamente non mi spiego come possa essere possibile. La storia non ha alcun spunto originale, i personaggi ricalcano i classici clichè della letteratura rosa, assolutamente insipidi e senza alcuno spessore. Ma soprattutto dove stanno lo zucchero e la cannella? Avevo immaginato sì una storia d'amore, ma dove la cucina fosse in qualche modo presente e invece non ce n'è nessuna traccia. Ovviamente se mi fossi preoccupata di controllare il titolo originale (The Girls’ Guide to Homemaking), almeno non sarei rimasta delusa da questo aspetto. Che dire, un libro leggero leggero adatto solo alla lettura sui mezzi pubblici.
Titolo originale dell'opera: The Girls’ Guide to Homemaking
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domenica 4 marzo 2012
sabato 18 febbraio 2012
SUPER SANTOS - Roberto Saviano
E' innegabile che Saviano sia un grande affabulatore, sia quando scrive, sia quando parla. E non importa quale argomento stia affrontando: camorra, amore, sport. Una volta che comincia la sua narrazione diventa difficile distogliere l'attenzione. All'inizio della storia raccontata in Super Santos, i protagonisti potremmo tranquillamente essere noi, che da bambini ci divertivamo a correre dietro un pallone sognando di diventare chi Maradona, chi Platini, chi Gullit, ma tutti dei grandi calciatori. Come i protagonisti, abbiamo poi, crescendo, accantonato questi grandi sogni, trovando ognuno la propria strada. L'unica differenza tra noi e loro è che noi non abbiamo rincorso il pallone nelle piazze dello spaccio controllato dalla camorra e che le scelte legate al nostro futuro non hanno dovuto fare i conti con questo fattore. Da una storia in cui è facile identificarsi Saviano ci dimostra come la criminalità organizzata sia parte della quotidianità di moltissime persone e come possa influenzarne non solo il presente, ma anche i sogni. E forse è proprio questa capacità di raccontarci come normali e quotidiane situazioni che non dovrebbero esserlo, la grandissima forza di questo autore.
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lunedì 16 gennaio 2012
DISNEY D'AUTORE - Silvia Ziche
Se un'idea è in grado di sopravvivere al passare degli anni è perché possiede un'indiscutibile forza propria ma anche perché chi la sostiene si adopera per mantenerla sempre viva e interessante. Autori come Silvia Ziche riescono, con la loro interpretazione, a regalare la freschezza e la vivacità necessarie a rendere i personaggi Disney sempre divertenti e godibili. In questo tipo di fumetti la precisione, il dettaglio sono solo un valore aggiunto. Un'espressione azzeccata, una situazione improbabile possono da sole risolvere la vignetta. Silvia Ziche ci riesce spesso e in modo brillante, restituendo la giusta dimensione a un genere che deve prima di tutto divertire.
A volte il rinnovamento passa attraverso la continuità. Certi tentativi fatti nel passato di impostare le storie di paperi e topi con uno stile poliziesco o avventuroso finiscono con l'annoiare. Non funzionano, lo dicono gli stessi personaggi, che non si trovano a loro agio nei panni dell'uomo d'azione, del duro, dell'avventuriero senza paura. Semplicemente non sono credibili. A meno che non si aggiunga la giusta dose di autoironia. E` questo l'ingrediente segreto, che rende tutto più completo, che permette alla storia di raggiungere il lettore. Silvia Ziche ne sa fare buon uso e il risultato è garantito, permettendo a un'idea pluridecennale di mantenere tutto il suo fascino e la sua attualità.
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Visita il sito ufficiale della Disney
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A volte il rinnovamento passa attraverso la continuità. Certi tentativi fatti nel passato di impostare le storie di paperi e topi con uno stile poliziesco o avventuroso finiscono con l'annoiare. Non funzionano, lo dicono gli stessi personaggi, che non si trovano a loro agio nei panni dell'uomo d'azione, del duro, dell'avventuriero senza paura. Semplicemente non sono credibili. A meno che non si aggiunga la giusta dose di autoironia. E` questo l'ingrediente segreto, che rende tutto più completo, che permette alla storia di raggiungere il lettore. Silvia Ziche ne sa fare buon uso e il risultato è garantito, permettendo a un'idea pluridecennale di mantenere tutto il suo fascino e la sua attualità.
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venerdì 6 gennaio 2012
NEANCHE GLI DEI - Isaac Asimov
A fronte di un'idea di fondo fantasiosa e stimolante, Neanche gli dei difetta di uno sviluppo convincente della trama. Come dichiara lo stesso Asimov, la storia prende spunto da un evento casuale e lui ci ricama sopra un racconto ricco di misteri e del giusto senso del meraviglioso che è lecito aspettarsi da uno scrittore di fantascienza che si rispetti.
Tuttavia, dopo una prima metà caratterizzata da un crescendo coinvolgente e da una seconda di preparazione alla soluzione finale, si finisce un po' sotto tono, come se, dopo un pasto di ricche e gustose portate, si concludesse con un dessert deludente. La verità è che, di fronte alla bellezza delle ambientazioni, la trama passa quasi in secondo piano.
Leggendo Asimov si resta spesso colpiti dallo stile documentaristico con cui l'autore americano struttura le sue opere, si ha la sensazione di leggere il trattato di un sociologo più che la storia di un romanziere. Il famoso "sense of wonder" è assicurato e non c'è da stupirsi se poi trama e personaggi ci intrigano meno di quanto ci si aspetterebbe.
La descrizione di una società aliena, che non si limita solamente a tratteggiare l'aspetto di improbabili omini verdi, ma che ci dà invece informazioni sullo stile di vita quotidiano, sulla struttura gerarchica della società, persino sulle nevrosi dei suoi membri, con idee e intuizioni geniali, lascia stupefatti. Esattamente come la descrizione della colonia lunare nella seconda parte di Neanche gli Dei, interessante rappresentazione di una civiltà umana extraterrestre, abituata a vivere in un contesto estremamente diverso da quello originario ma non per questo meno confortevole e sofisticato. Centinaia di chilometri di gallerie, scavate nel corso di decenni, in grado di fornire case, lavoro, svaghi e ogni genere di servizi che rendono possibile il fiorire di una cultura indipendente, con un proprio stile di vita e proprie aspirazioni.
Così tanto materiale, così emotivamente coinvolgente, da far passare in secondo piano le vicende dei protagonisti. Fantascienza con la "F" maiuscola.
Ulteriori informazioni su Isaac Asimov
Visita il sito amatoriale italiano di Isaac Asimov
Ulteriori approfondimenti su Isaac Asimov
Titolo originale dell'opera: The Gods Themselves
Acquista Neanche gli dei di Asimov
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Tuttavia, dopo una prima metà caratterizzata da un crescendo coinvolgente e da una seconda di preparazione alla soluzione finale, si finisce un po' sotto tono, come se, dopo un pasto di ricche e gustose portate, si concludesse con un dessert deludente. La verità è che, di fronte alla bellezza delle ambientazioni, la trama passa quasi in secondo piano.
Leggendo Asimov si resta spesso colpiti dallo stile documentaristico con cui l'autore americano struttura le sue opere, si ha la sensazione di leggere il trattato di un sociologo più che la storia di un romanziere. Il famoso "sense of wonder" è assicurato e non c'è da stupirsi se poi trama e personaggi ci intrigano meno di quanto ci si aspetterebbe.
La descrizione di una società aliena, che non si limita solamente a tratteggiare l'aspetto di improbabili omini verdi, ma che ci dà invece informazioni sullo stile di vita quotidiano, sulla struttura gerarchica della società, persino sulle nevrosi dei suoi membri, con idee e intuizioni geniali, lascia stupefatti. Esattamente come la descrizione della colonia lunare nella seconda parte di Neanche gli Dei, interessante rappresentazione di una civiltà umana extraterrestre, abituata a vivere in un contesto estremamente diverso da quello originario ma non per questo meno confortevole e sofisticato. Centinaia di chilometri di gallerie, scavate nel corso di decenni, in grado di fornire case, lavoro, svaghi e ogni genere di servizi che rendono possibile il fiorire di una cultura indipendente, con un proprio stile di vita e proprie aspirazioni.
Così tanto materiale, così emotivamente coinvolgente, da far passare in secondo piano le vicende dei protagonisti. Fantascienza con la "F" maiuscola.
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Titolo originale dell'opera: The Gods Themselves
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domenica 11 dicembre 2011
TRILOGIA DELLA CITTÀ DI K. - Ágota Kristóf
Terminata l'ultima pagina di Trilogia della città di K., di Ágota Kristóf, ho chiuso il libro e l'ho tenuto in mano per un po' come per cercare di assimilare al meglio tutte le emozioni che l'autrice è stata in grado di suscitare.
Si tratta infatti di un libro che di certo non lascia indifferente il lettore sia per quanto raccontato, sia per la prosa sia per la struttura narrativa.
La storia si dipana attraverso le tre parti della trilogia, raccontandoci le vicende dei due gemelli Klaus e Lucas, un viaggio nell'orrore e nel dolore umano, raccontato però senza pietismi, grazie a frasi brevi, incisive e laconiche, che vanno dritte al punto. L'orrore infatti non ha bisogno di troppe parole per essere descritto.
Questo tipo di narrazione insieme alla scelta di non definire chiaramente la collocazione geografica della città di K. e il periodo temporale della vicenda, fanno sì che la storia narrata e i personaggi descritti dalla Kristóf possano essere considerati delle figure allegoriche per denunciare gli orrori di tutte le guerre, indifferentemente da dove avvengano e da chi vi prende parte.
È un libro che colpisce forte alla stomaco, non certo piacevole, ma che una volta iniziato non è possibile non terminare.
Ulteriori informazioni su Ágota Kristóf
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Si tratta infatti di un libro che di certo non lascia indifferente il lettore sia per quanto raccontato, sia per la prosa sia per la struttura narrativa.
La storia si dipana attraverso le tre parti della trilogia, raccontandoci le vicende dei due gemelli Klaus e Lucas, un viaggio nell'orrore e nel dolore umano, raccontato però senza pietismi, grazie a frasi brevi, incisive e laconiche, che vanno dritte al punto. L'orrore infatti non ha bisogno di troppe parole per essere descritto.
Questo tipo di narrazione insieme alla scelta di non definire chiaramente la collocazione geografica della città di K. e il periodo temporale della vicenda, fanno sì che la storia narrata e i personaggi descritti dalla Kristóf possano essere considerati delle figure allegoriche per denunciare gli orrori di tutte le guerre, indifferentemente da dove avvengano e da chi vi prende parte.
È un libro che colpisce forte alla stomaco, non certo piacevole, ma che una volta iniziato non è possibile non terminare.
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domenica 4 dicembre 2011
CICLO DI LANDOVER - Terry Brooks
Sulla scia del successo ottenuto con il brillante Il magico regno di Landover, Terry Brooks prosegue la sua narrazione con altre storie ambientate nel mondo fatato al di là delle nebbie, popolato di esseri fantastici, dove la magia esiste davvero e dove un uomo come il protagonista Ben Holiday può cercare la vita avventurosa che aveva sempre sognato e mai vissuto.
Nel primo libro della serie, l'idea originale e divertente di Brooks che sta alla base della storia è sufficiente a tenere in piedi l'intera struttura del romanzo. Essa si esaurisce nell'ambito del romanzo stesso, lasciando al lettore una sensazione di compiutezza e soddisfazione. Viene restituito in pieno il senso del meraviglioso provato dal protagonista nell'interagire con un mondo che lui stesso credeva potesse essere solo frutto della propria fantasia. Il lettore entra subito in sintonia con lui e insieme a lui vive avventure mirabolanti.
Negli episodi seguenti, questa che era la "benzina" grazie alla quale il motore filava via liscio, ora è esaurita. Il magico regno di Landover diventa una delle tante ambientazioni fantasy, privata di tutto il fascino con il quale ci aveva conquistati, ridotta al rango di fondale per le poco interessanti avventure di un re che, se all'inizio ci aveva conquistati per la sua tenacia e il suo coraggio, adesso ci infastidisce per il modo ingenuo e disinvolto con il quale è pronto a cadere nei più stupidi tranelli di improbabili avversari, tanto rumorosi quanto inconcludenti.
Il tentativo di Terry Brooks di dare una morale alle sue fiabe è lodevole, il tema della fiducia in se stessi, della forza dell'amicizia, dell'inganno che trova il suo più prezioso alleato nella solitudine, sono il filo conduttore con il quale le storie vengono presentate, la loro struttura di base. Ma i personaggi e le loro imprese non sono all'altezza di quanto visto nel primo dei cinque romanzi che compongono la serie.
I cattivi di fronte ai quali tremavano i polsi, diventano macchiette, molto fumo e poco arrosto. Paradossalmente l'unico avversario convincente viene incontrato nel "nostro" mondo, durante uno dei ritorni sulla Terra compiuti dai personaggi, il quale riesce a fare paura senza troppi trucchetti e incantesimi roboanti ma con il semplice uso della psicologia.
E` probabile che Terry Brooks abbia voluto dare un'impostazione più adatta a un pubblico giovane, se non proprio infantile, alla propria opera, da cui deriverebbe questa sorta di generale "ammorbidimento" dei toni. Scelta legittima che non riesce però a mitigare la delusione di chi dal primo libro era rimasto affascinato.
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Nel primo libro della serie, l'idea originale e divertente di Brooks che sta alla base della storia è sufficiente a tenere in piedi l'intera struttura del romanzo. Essa si esaurisce nell'ambito del romanzo stesso, lasciando al lettore una sensazione di compiutezza e soddisfazione. Viene restituito in pieno il senso del meraviglioso provato dal protagonista nell'interagire con un mondo che lui stesso credeva potesse essere solo frutto della propria fantasia. Il lettore entra subito in sintonia con lui e insieme a lui vive avventure mirabolanti.
Negli episodi seguenti, questa che era la "benzina" grazie alla quale il motore filava via liscio, ora è esaurita. Il magico regno di Landover diventa una delle tante ambientazioni fantasy, privata di tutto il fascino con il quale ci aveva conquistati, ridotta al rango di fondale per le poco interessanti avventure di un re che, se all'inizio ci aveva conquistati per la sua tenacia e il suo coraggio, adesso ci infastidisce per il modo ingenuo e disinvolto con il quale è pronto a cadere nei più stupidi tranelli di improbabili avversari, tanto rumorosi quanto inconcludenti.
Il tentativo di Terry Brooks di dare una morale alle sue fiabe è lodevole, il tema della fiducia in se stessi, della forza dell'amicizia, dell'inganno che trova il suo più prezioso alleato nella solitudine, sono il filo conduttore con il quale le storie vengono presentate, la loro struttura di base. Ma i personaggi e le loro imprese non sono all'altezza di quanto visto nel primo dei cinque romanzi che compongono la serie.
I cattivi di fronte ai quali tremavano i polsi, diventano macchiette, molto fumo e poco arrosto. Paradossalmente l'unico avversario convincente viene incontrato nel "nostro" mondo, durante uno dei ritorni sulla Terra compiuti dai personaggi, il quale riesce a fare paura senza troppi trucchetti e incantesimi roboanti ma con il semplice uso della psicologia.
E` probabile che Terry Brooks abbia voluto dare un'impostazione più adatta a un pubblico giovane, se non proprio infantile, alla propria opera, da cui deriverebbe questa sorta di generale "ammorbidimento" dei toni. Scelta legittima che non riesce però a mitigare la delusione di chi dal primo libro era rimasto affascinato.
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domenica 6 novembre 2011
AVVENTURE DELLA RAGAZZA CATTIVA - Mario Vargas Llosa
Tutte le volte che leggo un romanzo di un autore sudamericano rimango colpita dalla loro facilità di descrivere l'amore in maniera semplice, senza le sovrastrutture culturali della letteratura europea. E Avventure della Ragazza Cattiva del premio nobel Vargas Llosa presenta la stessa caratteristica. Avrebbe potuto non essere così, considerata la scelta di raccontare un amore che di semplice non ha proprio nulla. Il tema affrontato è infatti un classico della letterarura: un amore non corrisposto che dura tutta una vita, fatale e spietato.
Ricardito, il niño bueno protagonista del romanzo, inseguirà disperatamente la sua agognata niña mala perché quello è il suo destino. E, nonostante tutto quello che lei gli farà passare, continuerà ad amarla, non può fare altrimenti. Attraverso questo amore sofferto, l'autore ci presenta il tormento del Perù e di chi è stato costretto a malincuore ad abbandonarlo, vivendo da esule.
Il tema forse non è dei più originali, ma la caratterizzazione della niña mala è semplicemente perfetta e la narrazione è accattivante. In definitiva un gran bel romanzo d'amore.
Ulteriori informazioni su Mario Vargas Llosa
Visita il sito ufficiale (in spagnolo) dell'autore
Titolo originale dell'opera: Travesuras de la niña mala
Acquista Avventure della ragazza cattiva di Mario Vargas Llosa
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Ricardito, il niño bueno protagonista del romanzo, inseguirà disperatamente la sua agognata niña mala perché quello è il suo destino. E, nonostante tutto quello che lei gli farà passare, continuerà ad amarla, non può fare altrimenti. Attraverso questo amore sofferto, l'autore ci presenta il tormento del Perù e di chi è stato costretto a malincuore ad abbandonarlo, vivendo da esule.
Il tema forse non è dei più originali, ma la caratterizzazione della niña mala è semplicemente perfetta e la narrazione è accattivante. In definitiva un gran bel romanzo d'amore.
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