mercoledì 5 maggio 2010

TUTTI GIU' PER TERRA - Giuseppe Culicchia

Pur essendo stato scritto nel 1994, Tutti giù per terra, romanzo di esordio di Giuseppe Culicchia, rimane ancora fortemente attuale. Le vicende del giovane protagonista Walter offrono una chiara visione della quotidianità dei ragazzi dei giorni nostri. Si tratta di un ragazzo normale, con le tipiche paranoie di un ventenne che non trova una collocazione nel mondo e che si vede rimbalzare da quelle istituzioni, università e famiglia in testa che dovrebbero invece aiutarlo nel suo percorso di crescita. Culicchia traccia il ritratto di una generazione incerta sul proprio futuro e schiacciata dalle pressioni sociali e dai valori dominanti che si impongono a tutti indistintamente. Walter si sente schiacciato da questi stereotipi e prova a ribellarsi senza però trovare aiuto in chi gli sta intorno e affrontando da solo le difficoltà che gli si presentano.
L'autore è impietoso verso il mondo universitario, ci descrive facoltà anonime e spersonalizzate, piene di studenti parcheggiati, di professori assenteisti e di assistenti, che per pochi soldi, portano avanti il loro lavoro. Un'università senza alcuna possibilità di dialogo e in cui l'apprendimento è ridotto a semplici nozioni da imparare su libri di testo costosissimi anche in fotocopia. Il romanzo è ambientato tra gli anni '80 e '90, ma è difficile pensare che qualcosa possa essere cambiato.

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martedì 4 maggio 2010

L'OCCHIO DEL MONDO - Robert Jordan

L'occhio del mondo è il primo volume di una saga di proporzioni monumentali conosciuta come La ruota del tempo, composta da una dozzina di romanzi, ciascuno dei quali della dimensione di circa 800 pagine. Bisogna dare atto a Robert Jordan del coraggio dimostrato nell'intraprendere un'opera di così vaste dimensioni, sia per la difficoltà nel mantenere la trama sotto controllo, sia per l'impegno in senso temporale necessario per produrla, visto che gli ha dedicato tre lustri della sua vita, senza peraltro riuscire a completarla.
La prima cosa che appare evidente, non appena ci si approccia alla lettura è l'intento dell'autore di avvicinarsi al mito di Tolkien, la cui incredibile abilità nel ricreare un mondo tanto fantastico quanto dettagliato sia sul piano spaziale che temporale, ha influenzato generazioni intere di scrittori. Robert Jordan non fa eccezione ma più di altri spinge al massimo il livello di profondità del dettaglio, costruendo un'ambientazione eccezionalmente ricca e complessa nella quale inscenare la propria storia.
Resta però un certo disappunto quando, giunti in fondo a un tomo già piuttosto voluminoso, non si sente alcun desiderio di sapere cosa succederà nei prossimi dieci. E` la delusione che deriva dallo scoprire che la cornice è più bella del quadro in essa contenuto, dall'aspettativa frustrata di una promessa non mantenuta, quella di una nuova, grande saga fantasy che reggesse il confronto con l'intramontabile Signore degli Anelli.
Purtroppo però non è così. La trama sa di già visto fin dal primo capitolo, i personaggi sembrano imitarne altri senza essere convincenti, l'eroe di turno non sa parlare al cuore del lettore e in definitiva non ci importa nulla sapere come la sua storia andrà a finire. Insomma, un vero peccato.

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lunedì 3 maggio 2010

CIRCOLO CHIUSO - Jonathan Coe

In Circolo Chiuso, seguito de La banda dei brocchi, Jonathan Coe ci racconta la Gran Bretagna di questi tempi. Attraverso le vite dei suoi protagonisti Coe traccia un perfetto affresco politico e sociologico del decennio appena trascorso. Ci sono le Torri Gemelle e la crisi industriale. C'è Blair e i dubbi dell'opinione pubblica inglese sull'intervento in Iraq. Tutto questo intrecciato alla perfezione con le vicende quotidiane dei personaggi, quarantenni alla ricerca di un equilibrio, che vedono cadere uno alla volta tutti i capisaldi della loro adolescenza. Rispetto al precedente lavoro di Coe, Circolo Chiuso può essere considerato il romanzo della disillusione, della consapevolezza di come molte delle speranze dell'adolescenza devono poi scontrarsi con la realtà del mondo da adulti.
La capacità di Coe di emozionare e coinvolgere deriva proprio dall'universalità delle sue storie, sono vicende umane come tante, normali percorsi di chi deve venire a patti con i suoi sogni e i suoi ideali. A ciò si affianca un'abilità di scrittura notevole, caratterizzata dall'utilizzo di un linguaggio moderno molto vicino alle nuove forme di scrittura introdotte dagli SMS o dalle e-mail.
Un libro che lascia sicuramente il segno.

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domenica 2 maggio 2010

ROSSA - Giorgio Scerbanenco

Ciò che colpisce di Scerbanenco, fin dalle prime pagine, è la sicurezza e "competenza" che dimostra nel raccontare la sua storia. Lo stesso incontro con Rossa, lo sbocciare della passione fra lei e il protagonista, viene spiegato con le parole di chi ha vissuto quelle sensazioni sulla propria pelle e con tanta forza da sapere bene di cosa sta parlando.
Non si tratta quindi di una consapevolezza di tipo tecnico ma passionale, attraverso l'esperienza. La passione domina i comportamenti dei personaggi di Scerbanenco, li rende ciechi e sordi alla ragione, si abbandonano al fato, prigionieri della loro incapacità di ribellarsi all'istinto. Quando un uomo si trova in una certa situazione, deve reagire in un certo modo e nulla potrà distoglierlo, anche se questo lo porterà alla rovina.
Scerbanenco dà ai propri personaggi l'illusione di poter gestire la propria vita, di migliorarla grazie ai propri sforzi. Tuttavia il destino si frapporrà con la sua carica distruttiva e insuperabile e loro lo sanno. Essi sanno sempre che, qualunque sia l'impegno che ci potranno mettere, accadrà un evento che allontanerà i loro sogni, vanificando ogni tentativo. Da qui il fatalismo, una vita da vivere alla giornata, un abbandonarsi all'ineluttabile destino di rovina.
Eppure Scerbanenco dà sempre loro una via di fuga, una possibilità, un modo per uscirne "puliti". E questa possibilità passa attraverso la ragione. La passione che dà gli stimoli, che è il motore della quotidianità, deve essere sapientemente dosata o rischia di trascinarci in un vortice, un pauroso vortice.
La vita richiede equilibrio, un sapiente dosaggio di ingredienti, al fine di realizzare i propri sogni, anche se questo dovesse richiedere dei sacrifici.

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sabato 1 maggio 2010

LA BIBLIOTECA DEI MIEI SOGNI - Julie Highmore

Scoperto quasi per caso durante una visita in libreria, "La biblioteca dei miei sogni” di Julie Highmore, narra di un progetto della biblioteca comunale di creare un gruppo di lettura, credo di non essere l’unico amante dei libri a cui piacerebbe far parte di un gruppo del genere. I personaggi sono semplici, ma allo stesso tempo piacevoli, le loro storie sono abbastanza comuni ma messe nella stessa stanza hanno una buona resa. Interessante la scelta dei libri citati dal gruppo, che sono un ottimo spunto per nuove letture.
Sicuramente abbiamo per le mani un romanzo "leggero" ma non per questo lo definirei un libro "da spiaggia".
Il titolo originale è “Pure Fiction” ed è l’unico ad essere stato tradotto, anche se esistono altri otto titoli di questa scrittrice.

Buona lettura

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sabato 20 marzo 2010

MOON PALACE - Paul Auster

Protagonista in Moon Palace di Paul Auster è il viaggio.
Il viaggio, tema tipico della letteratura americana, segna infatti il destino di tutti i personaggi del romanzo. Quello principale è M.S. Fogg, giovane studente che si ritrova, dopo una serie di peripezie, a mettersi al servizio di Thomas Effing, un ottuagenario costretto sulla sedia a rotelle, pieno di fissazioni e di strani ricordi. Sarà proprio per seguire questi ricordi che si ritroverà coinvolto in un viaggio che lo cambierà per sempre.
La prima parte del romanzo fa veramente ben sperare, la figura dello zio che lascia in eredità ben 1492 libri al nipote è di quelle che incanta e affascina. Ma man mano che la storia prosegue l'intreccio diventa sempre più paradossale e le coincidenze che portano i personaggi ad incontrarsi quasi incredibili.
E' chiaro l'intento dell'autore di evidenziare l'importanza del destino nella nostra esistenza e mostrare ai lettori come eventi insignificanti possono condurre a conseguenze che cambiano la vita. Ma nel tentativo di seguire questa idea si lascia spesso prendere la mano.
Auster dà molta importanza al potere della parola scritta. L'immagine del protagonista di Moon Palace che vende i libri per procurarsi del cibo, ma prima di farlo li legge tutti, li divora come se fossero quelli a dargli il reale sostentamento, rappresenta il valore della letteratura per Auster. Anche in questo caso però, nel tentativo di far arrivare al lettore questo concetto, infarcisce il suo romanzo di racconti e testi scritti assolutamente improbabili e di nessun aiuto allo svolgersi della storia.
Quella che si salva è la capacità di scrivere di Auster, con poche parole e dialoghi stringati riesce a delineare personaggi e ambienti in maniera molto vivida.

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lunedì 8 marzo 2010

CHE LA FESTA COMINCI - Niccolò Ammaniti

In Che la Festa Cominci Ammaniti prova a tracciare un ritratto grottesco dell'Italia di oggi. Per farlo ambienta la vicenda a Villa Ada durante l'evento mondano dell'anno a cui partecipano i tipici personaggi che invadono i nostri media: calciatori, politici da quattro soldi, faccendieri, veline e cantanti. L'idea è sicuramente buona, e l'inizio del libro è fulminante. Ma con il procedere delle pagine, tutte le aspettative vengono deluse. Il racconto si trasforma in una versione delirante di Jurassik Park senza verve ironica e talmente ridicolo da non essere neanche più grottesco.
Come sempre la scrittura di Ammaniti è di alto livello, il libro è scorrevole e si fa leggere. Peccato però che questa volta non ci sia niente non solo della poesia ma anche del realismo dei suo romanzi migliori.

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