Mi aspettavo molto di più, o forse qualcosa di diverso, da "Storia della mia gente", opera vincitrice del Premio Strega 2011. Il tema affrontato da Nesi è uno di quelli importanti, che avrebbe potuto dare vita ad una grande storia. L'autore, ex imprenditore tessile, ci racconta infatti la situazione del distretto del tessile pratese, che da florida realtà economica si è trasformato in un territorio in crisi in balia dei fenomeni della globalizzazione. L'analisi da lui fatta è spietata ed è un fortissimo j'accuse alla nostra classe dirigente che non ha saputo capire, affrontare e salvaguardare la realtà delle piccole e medie imprese dalle minacce dell'economia mondiale. E fin qui tutto bene, le argomentazioni sono solide e per molti versi condivisibili, peccato però che il titolo del libro sia "Storia della mia gente" ma di storie di pratesi non c'è traccia. Nesi si limita a raccontarci della sua adolescenza da figlio di papà borghese con il mondo in mano e del suo essere diviso tra l'obbligo dell'impresa di famiglia e il desiderio di essere uno scrittore. Ma questa narrazione risulta essere inutile, se non quasi fastidiosa per il suo indulgere nell'autocompiacimento. Manca del tutto la narrazione della laboriosità dei piccoli imprenditori italiani, su cui per anni la nostra economia ha prosperato e degli operai che hanno sostenuto questa crescita.
Niente da dire invece sulla scrittura di Nesi, incisiva e diretta, piena di citazioni da cui traspare l'amore dell'autore per il lavoro dello scrittore e per la letteratura.
Ulteriori informazioni su Edoardo Nesi
Acquista Storia della mia gente di Edoardo Nesi
Continua...
martedì 16 agosto 2011
mercoledì 3 agosto 2011
QUEL CHE RESTA DEL GIORNO - Kazuo Ishiguro
Sono pagine piene di malinconia quelle che compongono il romanzo di Ishiguro. La malinconia di chi, dopo aver dedicato tutta la propria vita al lavoro, si trova a stilare il bilancio di quello che è stata la sua esistenza, rendendosi conto di quanto può avere perso. La forza di Quel che resta nel giorno è soprattutto nella capacità dell'autore di trasmettere al lettore quelli che sono i sentimenti del suo protagonista, non descrivendoli in maniera diretta, ma facendoci entrare nel suo mondo e nel suo ambiente. Tutto in questo romanzo è crepuscolare e malinconico a partire dal paesaggio della campagna inglese che fa da sfondo al viaggio del personaggio, fino alla dimora in cui ha lavorato per tanti anni che ha ormai perso i fasti di un tempo.
Sicuramente Ishiguro non ci presenta un personaggio piacevole a cui si ci può facilmente affezionare, anzi più volte nel corso della lettura si sarebbe tentati di prenderlo a schiaffi per scuoterlo e vederlo muoversi seguendo quelli che sono i suoi sentimenti e non il suo senso del dovere. Ma è proprio questo lo scopo che l'autore voleva raggiungere, invitare i suoi lettori a riflettere sulla propria vita per non sprecare se non tutto almeno quel che resta del giorno.
Ulteriori informazioni su Kazuo Ishiguro Continua...
Sicuramente Ishiguro non ci presenta un personaggio piacevole a cui si ci può facilmente affezionare, anzi più volte nel corso della lettura si sarebbe tentati di prenderlo a schiaffi per scuoterlo e vederlo muoversi seguendo quelli che sono i suoi sentimenti e non il suo senso del dovere. Ma è proprio questo lo scopo che l'autore voleva raggiungere, invitare i suoi lettori a riflettere sulla propria vita per non sprecare se non tutto almeno quel che resta del giorno.
Ulteriori informazioni su Kazuo Ishiguro Continua...
lunedì 1 agosto 2011
NEUROMANTE - William Gibson
Considerato un "must" per gli amanti del genere cyberpunk, Neuromante offre un inquietante sguardo sul futuro dell'umanità. Con uno stile spigliato e decadente, Gibson ci porta in un domani non lontano, dove la simbiosi uomo-macchina è completa, al punto che si distingue a fatica il confine fra i due mondi. L'uomo è in parte macchina e la macchina è in parte uomo, sebbene la macchina resti ancora confinata in una sorta di dimensione parallela, il cyberspazio appunto, nel quale però Case, il protagonista, ci bazzica spesso e anche volentieri, alla ricerca di informazioni da rubare, di protezioni da scardinare, utilizzando virus informatici e altri strumenti iper-tecnologici. Niente a che vedere con il solito ragazzino nerd che mette in imbarazzo gli amministratori di rete dell'ente militare di turno, Case entra con la propria mente direttamente nel mondo privo di forma e di sostanza nel quale le informazioni scorrono, vengono scambiate o tenute al sicuro, per farne man bassa, per rivenderle al miglior offerente.
Gli spunti di riflessione proposti da Gibson sono numerosi e in gran parte attuali. Lo stile risente un po' dell'epoca in cui il libro è stato scritto, gli anni '80 della droga, della malavita organizzata, delle grandi multinazionali. Oggi questi fenomeni sono stati metabolizzati dall'opinione pubblica ma non per questo hanno cessato di esistere e il corso delle cose, come l'attualità ci indica, non sembra andare in una direzione molto diversa da quella ipotizzata dallo scrittore americano.
Sempre più numerose sono le acquisizioni di imprese più piccole o in difficoltà da parte di aziende di livello mondiale, addirittura in certi casi proprietarie di beni ed enti pubblici, eventi favoriti dalla recente crisi economica. Nulla di strano quindi nel paventare un futuro letteralmente dominato da queste mega-società il cui unico obiettivo è realizzare il profitto e mantenere il proprio status.
Stesso discorso per quanto riguarda la cibernetica, i passi avanti fatti nella genetica permettono di pensare a protesi e dispositivi vari impiantati nel nostro corpo per aiutarci a vivere o a sopravvivere. Niente di strano dunque nell'immaginare personaggi dotati di bracci meccanici, di lenti scure computerizzate al posto degli occhi, di organi "speciali" che possono salvare o compromettere la vita di un uomo.
Il futuro immaginato da William Gibson non è remoto, per certi versi può essere esaltante ma anche pauroso. Se a queste visioni associamo uno stile di scrittura da noir, cinico, disperato, violento, otteniamo una miscela esplosiva, coinvolgente, seducente.
Uno stile che travolge il lettore, lo inchioda con quel modo diretto e un po' volgare di presentare le scene ma che non è facile seguire. Gibson non ti fa stare a tuo agio, il ritmo è incalzante, rari i momenti di quiete, si ha sempre il fiatone e spesso non si fa in tempo a rendersi conto di cosa sta accadendo. Molte cose vengono date per scontate, l'immagine è spesso sfocata, si ha l'impressione di essere perennemente fra il sonno e la veglia, come Case, preda di qualche droga che ci porta sull'orlo di una sensazione onirica, come guardare un film in una lingua incomprensibile senza sottotitoli. A causa di questo torpore affannato, la trama scivola via, sfuggente e resta la sensazione di essere stati trasportati in una dimensione perfettamente realistica, così ricca di dettagli, così precisa nelle descrizioni, così vera da restare abbagliati ma allo stesso tempo di non essere in grado di capire cosa sta accadendo.
Resta poco della storia in sé ma, come ogni sogno agitato, alla fine rimane un senso di inquietudine, di disagio, di incertezza.
Ulteriori informazioni su William Gibson
Visita il sito ufficiale di William Gibson
Continua...
Gli spunti di riflessione proposti da Gibson sono numerosi e in gran parte attuali. Lo stile risente un po' dell'epoca in cui il libro è stato scritto, gli anni '80 della droga, della malavita organizzata, delle grandi multinazionali. Oggi questi fenomeni sono stati metabolizzati dall'opinione pubblica ma non per questo hanno cessato di esistere e il corso delle cose, come l'attualità ci indica, non sembra andare in una direzione molto diversa da quella ipotizzata dallo scrittore americano.
Sempre più numerose sono le acquisizioni di imprese più piccole o in difficoltà da parte di aziende di livello mondiale, addirittura in certi casi proprietarie di beni ed enti pubblici, eventi favoriti dalla recente crisi economica. Nulla di strano quindi nel paventare un futuro letteralmente dominato da queste mega-società il cui unico obiettivo è realizzare il profitto e mantenere il proprio status.
Stesso discorso per quanto riguarda la cibernetica, i passi avanti fatti nella genetica permettono di pensare a protesi e dispositivi vari impiantati nel nostro corpo per aiutarci a vivere o a sopravvivere. Niente di strano dunque nell'immaginare personaggi dotati di bracci meccanici, di lenti scure computerizzate al posto degli occhi, di organi "speciali" che possono salvare o compromettere la vita di un uomo.
Il futuro immaginato da William Gibson non è remoto, per certi versi può essere esaltante ma anche pauroso. Se a queste visioni associamo uno stile di scrittura da noir, cinico, disperato, violento, otteniamo una miscela esplosiva, coinvolgente, seducente.
Uno stile che travolge il lettore, lo inchioda con quel modo diretto e un po' volgare di presentare le scene ma che non è facile seguire. Gibson non ti fa stare a tuo agio, il ritmo è incalzante, rari i momenti di quiete, si ha sempre il fiatone e spesso non si fa in tempo a rendersi conto di cosa sta accadendo. Molte cose vengono date per scontate, l'immagine è spesso sfocata, si ha l'impressione di essere perennemente fra il sonno e la veglia, come Case, preda di qualche droga che ci porta sull'orlo di una sensazione onirica, come guardare un film in una lingua incomprensibile senza sottotitoli. A causa di questo torpore affannato, la trama scivola via, sfuggente e resta la sensazione di essere stati trasportati in una dimensione perfettamente realistica, così ricca di dettagli, così precisa nelle descrizioni, così vera da restare abbagliati ma allo stesso tempo di non essere in grado di capire cosa sta accadendo.
Resta poco della storia in sé ma, come ogni sogno agitato, alla fine rimane un senso di inquietudine, di disagio, di incertezza.
Ulteriori informazioni su William Gibson
Visita il sito ufficiale di William Gibson
Continua...
giovedì 28 luglio 2011
IL MAGICO REGNO DI LANDOVER - Terry Brooks
Meno celebre del ciclo di Shannara, la saga di Landover è uno dei lavori più riusciti di Terry Brooks. L'autore americano è stato in passato tacciato di "scarsa originalità" e non si può certo dire che pure in questa opera brilli per inventiva. Lo spunto infatti, sebbene prenda vita da una, quella sì, idea geniale, cioè del regno magico messo in vendita in un catalogo natalizio per cittadini facoltosi, ricorda ancora altri più antichi romanzi del genere. Tuttavia la bellezza di questa opera sta proprio nell'abilità di Terry Brooks di mettere insieme nella stessa storia tutti i classici temi del genere fantasy, senza per questo cadere mai nello scontato o nel deja vù. A Landover troviamo le fate, i demoni, i draghi, i maghi e la strega cattiva, esattamente come ce li aspetteremmo. La vera sorpresa è il protagonista Ben Holiday, il classico "eroe per caso". I suoi problemi, le sue difficoltà sono tante ma la sua tenacia, la sua sagacia gli permetteranno di volta in volta di trovare la giusta via per uscire dalle prove cui il magico regno di Landover lo sottoporrà. Impossibile non schierarsi dalla sua parte, Ben è uno di noi, calarsi nei suoi panni è questione di un attimo, poche righe ed è fatta. Se a questo aggiungiamo un piccolo gruppo di stralunati amici che tentano di aiutarlo nel suo compito, aggiungendo così un po' di sale alla ricetta, otterremo un piatto prelibato da gustare fino in fondo.
La forza di Brooks sta nella narrazione, nella capacità di tratteggiare con mano sicura i personaggi e lo scenario nel quale essi affrontano le loro avventure. Landover è il luogo nel quale chiunque cerchi l'avventura, desideri riscoprire il gusto del meraviglioso e intenda dimostrare il proprio valore, amerebbe alla follia. Landover è "fatto apposta" per questo, una sorta di immenso luna park, dove però le cosiddette attrazioni sono reali e possono fare molto male. Per affrontare le sfide di Landover serve coraggio, più di qualunque altra cosa. Ben Holiday ne ha da vendere, forse l'unica vera dote di cui dispone, forse l'unica che davvero serve. Ed è proprio questo il messaggio che Terry Brooks vuole lanciare, le sfide vanno affrontate, non importa se l'esito è incerto, l'importante è trovare il coraggio per cominciare.
Ulteriori informazioni su Terry Brooks
Visita il sito ufficiale di Terry Brooks
Ulteriori approfondimenti su Terry Brooks
Consulta il forum italiano dedicato a Terry Brooks
Continua...
La forza di Brooks sta nella narrazione, nella capacità di tratteggiare con mano sicura i personaggi e lo scenario nel quale essi affrontano le loro avventure. Landover è il luogo nel quale chiunque cerchi l'avventura, desideri riscoprire il gusto del meraviglioso e intenda dimostrare il proprio valore, amerebbe alla follia. Landover è "fatto apposta" per questo, una sorta di immenso luna park, dove però le cosiddette attrazioni sono reali e possono fare molto male. Per affrontare le sfide di Landover serve coraggio, più di qualunque altra cosa. Ben Holiday ne ha da vendere, forse l'unica vera dote di cui dispone, forse l'unica che davvero serve. Ed è proprio questo il messaggio che Terry Brooks vuole lanciare, le sfide vanno affrontate, non importa se l'esito è incerto, l'importante è trovare il coraggio per cominciare.
Ulteriori informazioni su Terry Brooks
Visita il sito ufficiale di Terry Brooks
Ulteriori approfondimenti su Terry Brooks
Consulta il forum italiano dedicato a Terry Brooks
Continua...
lunedì 11 luglio 2011
SOFFOCARE - Chuck Palahniuk
Soffocare è il primo libro di Palahniuk che leggo. Sinceramente non so se ne leggerò altri. Ero molto incuriosita da questo autore viste le numerose critiche entusiaste delle sue opere. Ma man mano che procedevo con la lettura, la curiosità si è trasformata in un senso di fastidio. E badate bene non sono le volgarità presenti al suo interno o lo stile delle scrittore, sicuramente particolare e innovativo, a generare questa sensazione. Il fastidio è dovuto alla mancanza di un qualunque legame tra i diversi personaggi e gli episodi presentati nel romanzo. Bisogna dare atto a Palahniuk che alcuni momenti sono veramente esilaranti e che certe idee (tipo il metodo con cui il protagonista si guadagna da vivere) sono molto interessanti. Ma non bastano qualche idea e alcuni episodi a tenere in piedi un romanzo. Così come non basta spandere cinismo a piene mani per rendere uno scrittore un grande romanziere. Peccato, probabilmente sarebbe bastato concentrarsi su alcuni spunti senza infarcire la narrazione di personaggi ed episodi sconclusionati, per rendere Soffocare un romanzo interessante.
Ulteriori informazioni su Chuck Palahniuk
Visita il sito ufficiale di Chuck Palahniuk
Continua...
Ulteriori informazioni su Chuck Palahniuk
Visita il sito ufficiale di Chuck Palahniuk
Continua...
sabato 9 luglio 2011
IO E TE - Niccolò Ammaniti
Ma è già finito? Questo è quello che ho pensato dopo aver letto le 110 pagine di "Io e te", ultimo romanzo di Ammaniti. La storia raccontata e i suoi protagonisti meriterebbero infatti molto più di queste poche righe.
Dopo la digressione di "Che la festa cominci" Ammaniti torna a raccontarci il difficile passaggio alla vita adulta. Momento che ognuno affronta in maniera diversa e con i pochi strumenti che si hanno disposizione a quell'età. C'è chi non vede l'ora di essere considerato grande e chi invece prova a scappare per non dover crescere. Questo è quello che prova a fare il protagonista di "Io e te", adolescente disadattato che pur di non affrontare la realtà decide di trascorrere una settimana da solo, in un rifugio sicuro, lasciando fuori il resto del mondo. Ma come tutti noi, scoprirà a sue spese che crescere è un processo che non può essere accelerato né tanto meno evitato.
Il tema è sicuramente nelle corde di Ammaniti, il cui livello di scrittura è sempre altissimo, in questo caso però la trattazione è stata un po' superficiale e sbrigativa.
Ulteriori informazioni su Niccolò Ammaniti
Visita il sito ufficiale dell'autore
Continua...
Dopo la digressione di "Che la festa cominci" Ammaniti torna a raccontarci il difficile passaggio alla vita adulta. Momento che ognuno affronta in maniera diversa e con i pochi strumenti che si hanno disposizione a quell'età. C'è chi non vede l'ora di essere considerato grande e chi invece prova a scappare per non dover crescere. Questo è quello che prova a fare il protagonista di "Io e te", adolescente disadattato che pur di non affrontare la realtà decide di trascorrere una settimana da solo, in un rifugio sicuro, lasciando fuori il resto del mondo. Ma come tutti noi, scoprirà a sue spese che crescere è un processo che non può essere accelerato né tanto meno evitato.
Il tema è sicuramente nelle corde di Ammaniti, il cui livello di scrittura è sempre altissimo, in questo caso però la trattazione è stata un po' superficiale e sbrigativa.
Ulteriori informazioni su Niccolò Ammaniti
Visita il sito ufficiale dell'autore
Continua...
lunedì 4 luglio 2011
IO, ROBOT - Isaac Asimov
Il termine fantascienza va stretto a questa raccolta di racconti del "tirannico" Isaac Asimov. "Io, robot" non è una semplice antologia di storie fantastiche che i sempre più rari (alleluja!) detrattori di tutto ciò che è "fanta-qualcosa" bollano come lavori di stampo adolescenziale o come (sic!) "romanzi di evasione". Siamo di fronte al tentativo, riuscito, di studiare la psiche umana, a livello individuale e, tanto per gradire, pure su scala planetaria, cercando di immaginare come saremo nel domani che ci attende. Asimov ci regala uno sguardo sul futuro, dove, udite udite, non troveremo i soliti mostriciattoli alieni che si premurano di sostituire le ormai dimenticate bestie carnivore della jungla, al fine di soddisfare il nostro imbarazzante e puerile bisogno di sfogare l'aggressività repressa.
Ciò che ci attende è una società in evoluzione, iper-tecnologica, dove la ricerca scientifica ci conduce verso traguardi sempre più lontani. Una società che si pone domande, che ha paura della propria stessa intelligenza, alla quale però non può rinunciare, al punto da produrne una artificiale, autonoma e cosciente.
Affascinante quanto Asimov riesca ad essere credibile, non si fa mai prendere la mano, non racconta con l'intento di stupire il lettore, la sua non è un'invenzione ma una previsione, che si basa sulla ferrea logica della scienza. Con simili presupposti è normale scavalcare certe banalità del genere, prendere a sberle gli alieni è roba da videogames, qui si fa sul serio, qui si cerca veramente di guardare nel futuro, per scoprire come potremmo essere da qui a decine, centinaia di anni. Inutile negarlo, il livello letterario di questo maestro è di qualità superiore o, per restare in tema, di un altro pianeta.
Ulteriori informazioni su Isaac Asimov
Visita il sito amatoriale italiano di Isaac Asimov
Ulteriori approfondimenti su Isaac Asimov
Continua...
Ciò che ci attende è una società in evoluzione, iper-tecnologica, dove la ricerca scientifica ci conduce verso traguardi sempre più lontani. Una società che si pone domande, che ha paura della propria stessa intelligenza, alla quale però non può rinunciare, al punto da produrne una artificiale, autonoma e cosciente.
Affascinante quanto Asimov riesca ad essere credibile, non si fa mai prendere la mano, non racconta con l'intento di stupire il lettore, la sua non è un'invenzione ma una previsione, che si basa sulla ferrea logica della scienza. Con simili presupposti è normale scavalcare certe banalità del genere, prendere a sberle gli alieni è roba da videogames, qui si fa sul serio, qui si cerca veramente di guardare nel futuro, per scoprire come potremmo essere da qui a decine, centinaia di anni. Inutile negarlo, il livello letterario di questo maestro è di qualità superiore o, per restare in tema, di un altro pianeta.
Ulteriori informazioni su Isaac Asimov
Visita il sito amatoriale italiano di Isaac Asimov
Ulteriori approfondimenti su Isaac Asimov
Continua...
Iscriviti a:
Post (Atom)