domenica 23 gennaio 2011

SPINGENDO LA NOTTE PIU` IN LA` - Mario Calabresi

La storia della famiglia Calabresi che Mario, figlio del commissario e affermato giornalista ci racconta in questa breve opera, è legata loro malgrado a quella del nostro Paese. A differenza della cronaca e delle analisi politiche, "spingendo la notte più in là" è un tentativo di raccontare la vicenda del commissario Calabresi dal punto di vista spesso trascurato, per non dire ignorato o dimenticato, delle vittime del terrorismo.
Al di là di tutte le speculazioni, indagini, congetture che si possono fare sull'argomento, ciò che resta è l'amarezza di coloro ai quali è stato negato il diritto di crescere con il supporto della propria famiglia. In particolare come in questo caso, dove l'imposizione nasce da una decisione unilaterale, basata su supposizioni prive di fondamento.
Merito di Mario Calabresi è di focalizzare la sua opera sull'aspetto umano della vicenda, sofferenze, difficoltà, frustrazioni che una vittima del terrorismo si trova costretta a subire per tutta la vita, a prescindere dalle scelte, dalle posizioni, dalle attività che il bersaglio del terrorista conduceva.
Ciò che rimane è il vuoto lasciato da una persona la cui sorte viene decisa sulla base di decisioni estranee alle regole del diritto, principio questo, fondante per ogni democrazia degna di tale nome e per coloro che per la democrazia si prodigano.
Ciò che rimane è la frustrazione di chi si trova nel mezzo di una guerra dichiarata sottovoce, che per sua stessa natura è destinata al fallimento ma che, pur restando inutile, riesce a produrre come unico, deplorevole risultato, la sofferenza di chi, di quella guerra, non era nemmeno a conoscenza.
Ciò che rimane, quando ogni cosa finisce, è un imbarazzato silenzio, da parte di tutti, caratteristico di chi sa di essere in difetto, di essere in qualche misura colpevole, di non aver fatto abbastanza o di aver fatto troppo.
Ciò che rimane, per l'ennesima volta in questo spaesato paese, è la sensazione di aver scelto, fra i tanti sentieri sul nostro cammino, ancora una volta quello sbagliato.

Ulteriori informazioni su Mario Calabresi

1 commento:

Giando ha detto...

E' un ottimo libro.
Non so voi, ma non ricordo molte ore di lezione a scuola su quegli anni di terribile storia italiana.

E dire che molto del marciume che ancora c'è, nasceva proprio allora