mercoledì 13 aprile 2011

UOMINI E TOPI - John Steinbeck

C'è un'amarezza di fondo in questo spietato romanzo di Steinbeck, tale da non lasciare scampo. Giunti alla fine di Uomini e Topi, resta un profondo senso di frustrazione, dovuto al fatto che gli eroi per i quali si parteggia sono destinati a soccombere. E non si tratta di una sorpresa, Steinbeck lo mette in chiaro fin da subito, è evidente che i due protagonisti sono due poveri sprovveduti, profondamente onesti ma drammaticamente impreparati ad affrontare il mondo. Tuttavia hanno un sogno, talmente bello che vale la pena mettersi in gioco. Sanno che sarà dura ma sanno anche che, se si impegneranno, potranno farcela. Eppure, per quanta dedizione ci si possa mettere, ci sono persone che partono da così in basso che è veramente difficile risalire la china, il percorso è accidentato e, pur con tutta la prudenza e l'esperienza di cui si dispone, basta un passo falso per precipitare.
Alcuni lo sanno, ci provano ma si fermano quando si rendono conto che proseguire vorrebbe dire rischiare troppo. Preferiscono accontentarsi di quel poco che hanno ottenuto e vivere sereni, sebbene non felici.
Altri si illudono di aver ottenuto ciò che desideravano e si circondano di beni d'ogni sorta per rendere più reale questa loro illusione. Ma è come la baracca dei porcellini, basta un soffio di vento per portare via tutte le convinzioni.
Poi ci sono quelli che vivono un'intera vita nella speranza, un giorno, di poter finalmente tentare la scalata ma non hanno il coraggio di buttarsi. Restano prigionieri di se stessi, chiusi in una sorta di oblio, incapaci di ammettere che non riusciranno mai a cominciare, che hanno troppa paura di lanciarsi per inseguire il loro sogno.
Infine ci sono quelli che il sogno già lo vivono ma, e sono i più scellerati, non se ne rendono conto e vagano nella costante, infruttuosa ricerca di qualcos'altro, che nemmeno loro sanno cosa sia. Forse perché, avendo già posseduto un sogno, magari perché regalato da altri, non ne hanno più e si perdono.
Orchestrare un'opera simile è impresa che solo un maestro della letteratura può compiere. In poche pagine, Steinbeck mette in scena una rappresentazione della vita vera, senza fronzoli e con una certa ruvidezza che pone il lettore nella scomoda posizione del testimone controvoglia, il quale vorrebbe che le cose andassero diversamente ma deve ammettere che non può essere così.

Ulteriori informazioni su John Steinbeck
Visita la pagina ufficiale dei Premi Nobel per John Steinbeck
Visita il sito del museo di Salinas dedicato a John Steinbeck

1 commento:

Fra ha detto...

Bella recensione, esauriente e convincente. Confesso che Steinbeck manca ancora all'appello delle mie letture, spero di aggiungerlo presto.
Ciao e buone letture.
Fra