Mammut è il primo romanzo di Antonio Pennacchi. Scritto nella metà degli anni '80 e pubblicato dopo diversi rifiuti solo nel '94, rimane tuttavia estremamente attuale. Si fa un grande parlare in questi ultimi tempi di operai, sindacati, sindacalisti, padroni. Ma molti di noi in realtà non sanno esattamente di cosa si parla quando si nomina la classe operaia e il lavoro di fabbrica. In Mammut Pennacchi racconta una storia di fabbrica e di conflitti sindacali, di fratellanza e solidarietà sociale, il tutto intrecciato con la vicenda umana e politica del rappresentante sindacale protagonista del romanzo. Il quale, dopo anni di lotte per il progresso della classe operaia, deve venire a patti con il padrone, prima, con la consapevolezza, poi, che gli operai sono una classe in estinzione, esattamente come i Mammut.
Un bel libro, dalla scrittura asciutta ed essenziale, che ci permette di capire meglio non solo il passato, ma anche il nostro presente.
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lunedì 16 maggio 2011
sabato 23 ottobre 2010
CANALE MUSSOLINI - Antonio Pennacchi
Vincitore del Premio Strega 2010, "Canale Mussolini" di Pennacchi svela una parte di storia di Italia ai più sconosciuta. Il romanzo racconta in prima persona la storia dei Peruzzi, una delle tremila famiglie che nel 1932 si trasferiscono dal nord Italia al Sud, dal Veneto alle paludi dell'Agro Pontino. Un esodo interno di dimensioni bibliche, una migrazione di senso inverso rispetto a quelle che avverrano negli anni seguenti. Nella lunga narrazione di Pennacchi si intrecciano gli effetti romanzeschi, la cronanca e gli eventi storico politici, il tutto narrata attraverso le vicissitudini delle diverse generazioni Peruzzi.
E' difficile non appassionarsi alle avventure di questa famiglia che vive uno dei periodi storici più bui del nostro paese.
Leggendo il romanzo mi sono ritrovata più volte a pensare alla strofa di De Gregori "La storia siamo noi, nessuno si senta escluso". La storia del nostro paese è fatta da famiglie come quelle raccontate da Pennacchi che volenti o nolenti si sono ritrovate a fare i conti con gli eventi che si presentavano loro, facendo magari delle scelte sbagliate, ma che in quei momenti non potevano essere altrimenti.
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Guarda la Presentazione del romanzo da parte dell'autore
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E' difficile non appassionarsi alle avventure di questa famiglia che vive uno dei periodi storici più bui del nostro paese.
Leggendo il romanzo mi sono ritrovata più volte a pensare alla strofa di De Gregori "La storia siamo noi, nessuno si senta escluso". La storia del nostro paese è fatta da famiglie come quelle raccontate da Pennacchi che volenti o nolenti si sono ritrovate a fare i conti con gli eventi che si presentavano loro, facendo magari delle scelte sbagliate, ma che in quei momenti non potevano essere altrimenti.
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